Il divano nell’open space: come usarlo per dividere gli ambienti

Divano Jade di Potocco in un open space arredato
Immagine courtesy Potocco

Nell’open space il divano non è solo una seduta: è il confine invisibile che separa la cucina dal living. Ecco come posizionarlo, quale modello scegliere quando lo schienale resta a vista e come costruirci intorno una zona accogliente.

Articolo aggiornato a ottobre 2026

Quando cucina, pranzo e soggiorno condividono lo stesso ambiente, il divano nell’open space diventa l’elemento che dà ordine a tutto il resto. È lui a dire dove finisce la zona operativa e dove comincia quella del relax, a orientare lo sguardo, a disegnare i percorsi. Scegliere un divano per open space significa quindi ragionare come un architetto prima che come un acquirente: guardare la pianta, i flussi di chi si muove in casa, la luce, e solo dopo pensare a forme e rivestimenti.

In sintesi

  • Con lo schienale rivolto verso la cucina il divano diventa una quinta che separa gli ambienti senza muri.
  • Dietro e intorno al divano servono passaggi comodi, in genere non meno di 90 centimetri vicino alla cucina.
  • Quando il retro resta a vista, lo schienale deve essere rifinito con la stessa cura del fronte.
  • Divano, poltrone e tavolino disposti a U creano una zona conversazione raccolta.
  • Un tappeto ampio è il modo più semplice per disegnare il perimetro del living.

Dove mettere il divano in un open space?

La soluzione più efficace è quasi sempre posizionare il divano con lo schienale rivolto verso la cucina o verso l’ingresso: in questo modo la seduta guarda il punto focale del living, che sia il televisore, il camino o una grande finestra, e il retro del divano diventa una quinta che separa gli ambienti senza bisogno di pareti. Tra il divano e l’isola o il piano di lavoro della cucina va lasciato un passaggio comodo, in genere non meno di 90 centimetri, di più se lo spazio è attraversato spesso.

In alternativa il divano può essere disposto perpendicolarmente alla cucina, appoggiato a una parete laterale: è la scelta giusta quando la stanza è stretta e lunga, perché lascia libero il percorso centrale. Quello che conviene evitare è il divano sospeso a metà, né contro la parete né davvero al centro, che finisce per ostacolare il passaggio senza definire alcuno spazio.

Divano Tudor di Twils che delimita la zona living
Immagine courtesy Twils

Che divano scegliere se lo schienale resta a vista?

Se il retro del divano è visibile, deve essere bello quanto il fronte. Conviene scegliere modelli con lo schienale rifinito con lo stesso rivestimento della seduta, senza cuciture grezze o fondi in tessuto tecnico, e con un’altezza dello schienale che non chiuda la vista: un profilo medio o basso separa le zone senza spezzare la continuità dell’ambiente. Dietro al divano si può collocare un elemento basso, come una consolle o una libreria a giorno, che completa la quinta e offre un piano d’appoggio.

Anche la profondità è una scelta progettuale. Un divano molto profondo, con sedute generose, invita al relax ma richiede più spazio libero intorno; un modello più asciutto si integra meglio negli open space di dimensioni medie. Le guide ai divani per piccoli spazi e ai divani modulari e componibili aiutano a trovare la misura giusta.

Come creare una zona conversazione?

La zona conversazione nasce dalla relazione tra le sedute. Abbiamo notato che la disposizione più accogliente è quella a U o a L: il divano come elemento principale, una o due poltrone di fronte o di lato, un tavolino al centro a una distanza comoda, indicativamente tra 40 e 50 centimetri dal bordo della seduta. Un tappeto abbastanza grande da accogliere almeno i piedi anteriori di tutte le sedute è il modo più semplice per disegnare il perimetro del living all’interno dell’open space.

Divani a isola e bifacciali: quando funzionano?

Negli ambienti molto ampi il divano può staccarsi completamente dalle pareti e diventare un’isola, visibile e fruibile da più lati. I sistemi modulari si prestano a questo uso, con composizioni che alternano sedute rivolte in direzioni diverse, schienali bassi e piani d’appoggio integrati. I divani bifacciali, con due fronti di seduta schiena contro schiena, permettono addirittura di servire due zone dello stesso ambiente, per esempio il living e l’angolo lettura. Sono soluzioni scenografiche che richiedono spazio e un buon progetto, ma restituiscono un living davvero contemporaneo, nello spirito dei divani di design più famosi.

Colore e materiali: come definire la zona living

Nell’open space il divano dialoga con la cucina, quindi colori e materiali vanno pensati insieme. Un rivestimento che riprende un tono delle ante o del piano di lavoro crea continuità; un colore più deciso, al contrario, segna con chiarezza la zona relax. La nostra guida ai colori dei divani di tendenza offre qualche spunto, mentre per chi pensa alla pelle c’è l’approfondimento sui divani in pelle moderni. Per scegliere il modello giusto con tutte le quote alla mano, Arredare Moderno, l’e-commerce di riferimento per i divani moderni, raccoglie le collezioni dei principali marchi italiani con schede tecniche dettagliate. Per un inquadramento sul significato e sull’evoluzione dell’ambiente di vita della casa, la voce soggiorno del vocabolario Treccani è un riferimento utile.

Domande frequenti

Il divano può stare in mezzo alla stanza?

Sì, se ha lo schienale rifinito e se intorno restano passaggi comodi. Al centro della stanza il divano funziona come una quinta che separa il living dalle altre zone.

Quanto spazio lasciare tra divano e cucina?

In genere non meno di 90 centimetri tra lo schienale del divano e l’isola o il piano di lavoro, di più se il passaggio è frequente.

Che divano scegliere per dividere cucina e soggiorno?

Un modello con schienale rifinito, di altezza media o bassa, abbastanza lungo da definire la zona living. I sistemi componibili permettono di adattare la lunghezza allo spazio.

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