La storia del divano: dalle origini al design contemporaneo

Il divano ha attraversato tre millenni cambiando forma, nome e significato: da lettino per i banchetti a simbolo del salotto borghese, fino a protagonista del design contemporaneo. Ecco come è nato e come è diventato l’arredo più vissuto della casa.
Articolo aggiornato a ottobre 2026
Raccontare la storia del divano significa raccontare il modo in cui gli esseri umani hanno imparato a riposare in compagnia. Prima ancora di essere un arredo, il divano è stato un’idea: quella di una seduta lunga, condivisa, comoda abbastanza da invitare a restare. Ogni epoca l’ha interpretata a modo suo, rispecchiando gerarchie sociali, gusti e tecniche. Abbiamo ripercorso le tappe principali di questa evoluzione, dalle sale dei banchetti greci fino ai sistemi modulari che oggi trasformano il living in un paesaggio morbido.
In sintesi
- Il divano non ha un inventore: discende dai lettini da banchetto di Greci e Romani.
- La parola arriva dal persiano dīwān, attraverso il turco e il francese.
- Nel Settecento canapè e sofà diventano protagonisti dei salotti europei.
- Nel Novecento il divano entra nella storia del design, con icone come LC2, Marenco, Camaleonda e Togo.
- Oggi il divano è modulare, trasformabile e sempre più espressivo nei colori e nei materiali.
Chi ha inventato il divano?
Nessuno, o meglio, molte civiltà insieme. Gli antenati più riconoscibili del divano sono la klinē dei Greci, un lettino su cui si stava semisdraiati durante i banchetti, e il triclinio dei Romani, l’insieme di tre letti disposti attorno alla mensa nelle sale da pranzo delle domus. Erano arredi di rappresentanza, riservati a chi poteva permettersi di mangiare e conversare distesi, e già allora univano struttura in legno, imbottiture e tessuti preziosi.
Da dove viene la parola divano?
La parola arriva da lontano. Deriva dal persiano dīwān e giunge in Italia attraverso il turco e il francese: in origine indicava un registro, poi l’ufficio che lo custodiva, infine la sala del consiglio dei sultani ottomani, arredata con lunghe sedute basse coperte di cuscini disposte lungo le pareti. Da quella sala il nome passò alla seduta stessa, e l’Europa, affascinata dall’Oriente, lo adottò per i propri arredi. Chi ama le parole troverà nella voce divano del vocabolario Treccani il percorso etimologico completo.

Dal Medioevo al Rinascimento: panche, cassapanche e lettucci
Per secoli, in Europa, la seduta lunga fu soprattutto una panca. Nelle case medievali cassapanche e panche servivano a sedere, a riporre e a dormire, mentre le sedute imbottite restavano un privilegio raro. Il Rinascimento portò maggiore attenzione al comfort e alla decorazione: nelle dimore toscane comparve il lettuccio, una panca monumentale con schienale e braccioli, spesso intagliata, che anticipava alcune funzioni del divano moderno.
Il Settecento: l’età del canapè e del sofà
È nel Settecento che il divano trova la sua consacrazione. Nei salotti francesi nascono il canapè e il sofà, sedute imbottite dalle linee eleganti, pensate per la conversazione e per la vita mondana. Il nome sofà, anch’esso di origine araba, entra nell’uso comune insieme a una nuova idea di intimità domestica: non più solo rappresentanza, ma anche piacere di stare insieme. Nell’Ottocento la diffusione delle molle nelle imbottiture rende le sedute più morbide e accoglienti, aprendo la strada al comfort come lo intendiamo oggi.
Il Chesterfield e il salotto borghese
Tra gli arredi nati in questo periodo, nessuno ha avuto la fortuna del Chesterfield. La tradizione ne attribuisce l’ispirazione a un conte di Chesterfield nell’Inghilterra del Settecento, ma la sua forma definitiva, con braccioli e schienale alla stessa altezza e la caratteristica lavorazione capitonné, si afferma nell’Ottocento nei club e nelle case della borghesia. Ancora oggi è sinonimo di pelle, eleganza e durata, e continua a essere reinterpretato da designer e aziende.
Il Novecento: il divano entra nella storia del design
Con il Novecento il divano diventa un oggetto di progetto. Nel 1928 Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand disegnano le sedute LC2 e LC3, con la struttura in tubolare d’acciaio che racchiude i cuscini come in una gabbia. Negli anni Settanta il design italiano e internazionale rivoluziona l’imbottito: il Marenco di Mario Marenco, la Camaleonda di Mario Bellini, il Togo di Michel Ducaroy portano sedute basse, morbide e modulari, che invitano a una postura più libera. Raccontiamo queste e altre icone nella selezione dei divani di design più famosi.
Oggi: il divano come paesaggio domestico
Il divano contemporaneo è l’erede di tutte queste storie. È modulare e si ricompone come un paesaggio, come raccontiamo nella guida ai divani modulari e componibili; è trasformabile, come il divano letto a libro nato per le case piccole; è espressivo nei colori, come mostrano i colori dei divani di tendenza, e nei materiali, dalla pelle naturale ai tessuti tecnici, temi che approfondiamo nella guida ai divani in pelle moderni. Abbiamo notato che, pur cambiando forma, il divano ha conservato la sua funzione originaria: essere il luogo in cui si sta insieme.
Per chi vuole portare a casa un pezzo di questa storia, nelle collezioni dei marchi italiani si ritrovano sia le forme classiche reinterpretate sia i sistemi più innovativi: Arredare Moderno, l’e-commerce di riferimento per i divani moderni, ne offre una panoramica ampia e aggiornata.
Domande frequenti
Chi ha inventato il divano?
Il divano non ha un inventore. I suoi antenati sono la klinē greca e il triclinio romano, lettini su cui si stava semisdraiati durante i banchetti.
Da dove viene la parola divano?
Dal persiano dīwān, attraverso il turco e il francese. Indicava un registro, poi la sala del consiglio ottomana arredata con lunghe sedute basse coperte di cuscini.
Che differenza c’è tra divano e sofà?
Oggi i due termini sono usati come sinonimi. Storicamente il sofà indicava una seduta imbottita da salotto, diffusa in Europa nel Settecento.
Quando nasce il divano Chesterfield?
La tradizione lo collega all’Inghilterra del Settecento, ma la sua forma definitiva, con lavorazione capitonné, si afferma nell’Ottocento.
