Le tendenze dei divani per il 2026 e il 2027

Curve che accolgono, composizioni libere come paesaggi, materie da toccare e colori caldi: le tendenze dei divani per il 2026 e il 2027 raccontano un comfort più morbido, più lento e più personale. Ecco come le legge la nostra redazione.
Ogni stagione porta nuove collezioni, ma solo alcune idee restano. Osservando le novità dei marchi italiani dell’imbottito, i cataloghi e le fiere degli ultimi anni, la redazione ha individuato una direzione precisa: le tendenze dei divani per il 2026 mettono al centro il corpo e il benessere, prima ancora dell’estetica. Il divano smette di essere un oggetto da appoggiare alla parete e diventa il cuore morbido della casa, il luogo in cui si legge, si lavora, si riceve e si riposa. Le forme si arrotondano, le sedute si abbassano e si allargano, i tessuti chiedono di essere toccati, i colori scaldano. Sono segnali che, a nostro giudizio, accompagneranno anche il 2027, con un’attenzione crescente alla durata e alla possibilità di aggiornare il divano nel tempo invece di sostituirlo.
In sintesi
- La curva è la forma del biennio: divani arrotondati, a semicerchio e a fagiolo.
- I sistemi componibili diventano isole e paesaggi da vivere al centro della stanza.
- Bouclé, chenille, velluti a coste e lini lavati rendono il rivestimento tattile.
- Le sedute sono più basse e profonde, con cuscini generosi e posture rilassate.
- I colori restano caldi e naturali; per il 2027 crescono i toni profondi.
La curva come nuovo comfort
La forma che più di tutte definisce questo biennio è la curva. I divani arrotondati, a semicerchio o a fagiolo, hanno superato la stagione della novità e sono entrati stabilmente nelle collezioni: l’angolo morbido sostituisce lo spigolo, i braccioli si fondono con lo schienale, i volumi sembrano modellati più che costruiti. La curva ha una ragione che va oltre l’estetica. Invita alla conversazione, perché chi siede si trova naturalmente rivolto verso gli altri, e ammorbidisce gli spazi aperti, dove un divano rettilineo rischia di sembrare una barriera. Le sue radici sono nel design degli anni Sessanta e Settanta, che proprio con forme organiche e sedute avvolgenti ha creato molte delle icone raccolte nella nostra selezione dei divani di design più famosi.
Le interpretazioni contemporanee sono numerose: volumi a nuvola come il Nube di Ditre Italia, sagome sinuose come il Peanut B di Bonaldo o il Jade di Potocco, sistemi a moduli curvi che permettono di disegnare archi più o meno ampi. Un consiglio pratico prima di innamorarsi: un divano curvo occupa più profondità di uno lineare e dà il meglio lontano dalle pareti, quindi va pensato con la pianta della stanza alla mano. Chi vuole conoscere le aziende che stanno interpretando questa tendenza trova un ritratto di ciascuna nella guida alle migliori marche di divani italiani.

Il divano diventa paesaggio
La seconda grande tendenza riguarda la composizione. Il divano non è più un elemento unico, ma un sistema di moduli che si combinano liberamente: sedute, angoli, chaise longue, pouf e terminali si accostano per formare isole, penisole e conversazioni in cerchio. Il risultato è un paesaggio domestico, più simile a una piattaforma da abitare che a un mobile da guardare. Lo raccontano bene i sistemi a moduli curvi come Cosy Curve di MDF Italia, o famiglie come il Saddle di Bonaldo, proposto sia in versione lineare sia componibile.
Questa libertà nasce da un cambiamento nel modo di vivere la casa. Negli open space il divano viene sempre più spesso posizionato al centro dell’ambiente, con lo schienale rifinito verso la cucina o la zona pranzo, e diventa l’elemento che separa e insieme collega le funzioni: ne parliamo nell’articolo sul divano nell’open space. La modularità ha poi un vantaggio molto concreto, perché la composizione può crescere, cambiare forma o seguire un trasloco. Per orientarsi tra moduli, terminali e configurazioni c’è la nostra guida al divano modulare e componibile.
Materia da toccare
Il rivestimento è il terreno in cui le tendenze si vedono, e si sentono, di più. Il bouclé, protagonista degli ultimi anni, resta presente ma non è più l’unica scelta: accanto a lui crescono la chenille, i velluti a coste, i lini lavati, le trame grosse e irregolari che ricordano la tessitura artigianale. Il filo conduttore è la tattilità: tessuti che invitano la mano e hanno uno spessore visibile anche nei colori più neutri, capaci di dare profondità a un divano monocromo.
Anche la pelle segue la stessa direzione. Le finiture uniformi e lucide lasciano spazio a pelli dall’aspetto naturale, morbide, che con gli anni sviluppano una patina capace di raccontare l’uso; ne descriviamo tipi e caratteristiche nella guida ai divani in pelle moderni. Accanto all’estetica cresce l’attenzione alla praticità: tessuti tecnici dall’aspetto naturale, trattamenti antimacchia e rivestimenti sfoderabili rendono le nuove texture compatibili con la vita di tutti i giorni, anche con bambini e animali, come spieghiamo nella guida al tessuto antigraffio per il divano.
Basso, profondo, avvolgente
Le sedute si abbassano e si allargano. Molti dei divani presentati negli ultimi anni hanno un’altezza di seduta più contenuta del consueto e una profondità generosa, pensata per sedersi con le gambe raccolte, sdraiarsi, leggere. I cuscini sono abbondanti, spesso sciolti, con imbottiture morbide che accolgono il corpo invece di sostenerlo in modo rigido: il comfort diventa lounge, informale, quasi da tappeto. Il Gogan di Moroso, con i suoi volumi bassi e pieni, e il Ghost di Gervasoni, con le sue fodere abbondanti, sono buoni esempi di questa idea di divano rilassato.
È una tendenza da valutare con attenzione. Una seduta bassa e profonda è perfetta per il relax, ma può risultare scomoda per chi ha bisogno di alzarsi con facilità o per chi usa il divano soprattutto per conversare seduto composto. Prima di scegliere conviene provarlo di persona e controllare quote e profondità, come spieghiamo nella guida alle misure del divano, e capire come è costruito all’interno: la differenza tra un comfort avvolgente e uno che cede dopo poche stagioni la fa l’imbottitura del divano.
I colori del biennio
La palette resta calda e naturale. I neutri avvolgenti, dal sabbia al tortora fino all’ecrù e al panna, prendono definitivamente il posto del grigio; le terre, dalla terracotta alla ruggine, scaldano i soggiorni più luminosi; i verdi profondi come salvia, oliva e petrolio portano un’eleganza naturale; i marroni, dal cioccolato al cognac, sono ormai un classico contemporaneo. Non è un caso che Pantone abbia scelto come colore dell’anno 2026 un bianco, Cloud Dancer: un invito alla calma che nel divano si traduce in toni chiari e caldi, lontani dal bianco ottico.
Per il 2027 leggiamo un’evoluzione verso tinte più profonde e sature, come il bordeaux, il vinaccia e il blu notte, usate soprattutto sui velluti e sulle sedute d’accento, mentre i neutri caldi restano la base più sicura per il divano principale. Abbiamo dedicato un approfondimento a tinte e abbinamenti nell’articolo sui colori dei divani di tendenza nel 2026.
Cosa aspettarsi nel 2027?
Nel 2027 le tendenze del 2026 si consolideranno, a nostro giudizio, con più sostanza. Le direzioni che leggiamo sono tre. La prima è la durata: rivestimenti sfoderabili e sostituibili, moduli da aggiungere nel tempo, strutture pensate per essere riparate, in linea con un’attenzione crescente all’impatto ambientale dell’arredo. La seconda è il ritorno di linee più sartoriali accanto a quelle morbide, con cuciture in evidenza, profili definiti e dettagli in legno e metallo che danno struttura ai volumi. La terza è il legno a vista, in basamenti, piedini e cornici, che riporta calore e artigianalità anche nei divani più contemporanei. Sono tendenze che premiano i divani di buona qualità costruttiva, quelli che si possono aggiornare senza doverli sostituire.
Come portare le tendenze in casa senza stancarsi?
Il modo migliore è scegliere con calma ciò che resta e affidare il resto ai dettagli. La forma e la struttura del divano devono rispondere allo spazio e al modo di vivere la casa, perché accompagneranno molti anni; il colore e la texture si possono osare di più se il rivestimento è sfoderabile, mentre cuscini, plaid e tappeti permettono di aggiornare l’insieme con poca spesa. Per impostare la scelta con ordine c’è la nostra guida su come scegliere un divano, mentre l’articolo su quanto costa un divano aiuta a capire dove vale la pena investire.
Per vedere come i marchi italiani hanno tradotto queste tendenze in modelli concreti, il catalogo di Arredare Moderno, e-commerce di riferimento per chi cerca divani moderni, permette di confrontare forme curve, sistemi componibili e rivestimenti tra le collezioni dei principali produttori. Per seguire le novità man mano che vengono presentate, l’appuntamento resta il Salone del Mobile.Milano, dove ogni primavera le aziende dell’imbottito mostrano le collezioni che arriveranno nelle case.
Domande frequenti
Qual è la forma di divano di tendenza nel 2026?
La curva. Divani arrotondati, a semicerchio o a fagiolo e sistemi componibili con moduli curvi sono la forma più rappresentativa del 2026, spesso pensati per stare al centro della stanza.
Il bouclé è ancora di moda?
Sì, ma non è più l’unico protagonista. Resta presente soprattutto nei toni naturali, affiancato da chenille, velluti a coste, lini lavati e tessuti dalla trama materica.
Quali materiali vanno nel 2027?
A nostro giudizio, materiali tattili e destinati a durare: tessuti materici e naturali, pelli dalle finiture naturali che sviluppano una patina, fibre tecniche resistenti e rivestimenti sfoderabili.
Quali colori di divano sono di tendenza?
Neutri caldi come sabbia, tortora ed ecrù, terre come terracotta e ruggine, verdi profondi e marroni dal cioccolato al cognac. Per il 2027 crescono i toni profondi come bordeaux e blu notte.
