Come smaltire un divano vecchio: ritiro, isola ecologica e alternative

Divano Maximilian di Bonaldo in un living contemporaneo
Immagine courtesy Bonaldo

È arrivato il momento di cambiare divano, ma quello vecchio dove va? Ritiro a domicilio, centro di raccolta, ritiro alla consegna del nuovo, donazione: tutte le strade per liberarsene in modo corretto.

Per smaltire un divano vecchio in Italia ci sono tre strade principali: il servizio comunale di ritiro dei rifiuti ingombranti, la consegna a un centro di raccolta comunale e, quando il venditore lo offre, il ritiro dell’usato alla consegna del divano nuovo. Se il divano è ancora in buone condizioni, si può anche donare o vendere. L’unica cosa da non fare mai è lasciarlo in strada o accanto ai cassonetti. Vediamo come funziona ogni opzione e come scegliere quella più comoda.

  • Il divano è un rifiuto ingombrante: non va nei cassonetti né lasciato in strada.
  • Quasi tutti i Comuni offrono il ritiro a domicilio su prenotazione, gratuito o a pagamento secondo le regole locali.
  • In alternativa si può portare al centro di raccolta comunale, la cosiddetta isola ecologica.
  • Molti rivenditori ritirano il vecchio divano quando consegnano quello nuovo: conviene chiederlo prima dell’acquisto.
  • Un divano ancora integro può avere una seconda vita: donazione, vendita dell’usato o nuove fodere.

Dove si butta un vecchio divano?

Un divano è un rifiuto ingombrante, cioè un rifiuto domestico che per dimensioni non può essere conferito nei normali contenitori della raccolta differenziata. Per questo ogni Comune, direttamente o tramite l’azienda che gestisce l’igiene urbana, organizza un servizio dedicato. Le modalità cambiano da città a città: il primo passo è sempre consultare il sito del Comune o del gestore dei rifiuti, oppure chiamare il numero indicato sulla bolletta della tassa sui rifiuti.

Abbandonare un divano in strada, nei campi o accanto ai cassonetti è vietato dal Testo unico ambientale, il decreto legislativo 152 del 2006, che all’articolo 192 stabilisce il divieto di abbandono dei rifiuti e prevede sanzioni per chi lo viola. Oltre al rischio di una multa, un divano abbandonato si rovina con la pioggia e diventa più difficile da recuperare.

Divani Artis di Ditre Italia in un soggiorno con boiserie in legno
Immagine courtesy Ditre Italia

Come funziona il ritiro degli ingombranti a domicilio?

Il ritiro a domicilio si prenota per telefono, online o tramite l’app del gestore. Al momento della prenotazione si indica che cosa si deve smaltire, in questo caso un divano, specificando se è un 2 o 3 posti, un angolare o un divano letto. Il gestore comunica la data del ritiro e le istruzioni: in genere il divano va lasciato al piano strada, davanti al portone o nel punto concordato, la sera prima o la mattina stessa.

In molti Comuni il servizio è gratuito per un numero limitato di pezzi all’anno; in altri è previsto un piccolo contributo, oppure il ritiro al piano, fino all’appartamento, è disponibile a pagamento. Sono regole locali, quindi vanno verificate caso per caso. Se il divano non passa dalle porte o dalle scale, conviene smontarlo dove possibile: molti modelli hanno piedini, braccioli o schienali separabili.

Si può portare il divano all’isola ecologica?

Sì. I centri di raccolta comunali, chiamati anche isole ecologiche o ecocentri, accettano gli ingombranti consegnati dai cittadini residenti, di solito senza costi, negli orari di apertura indicati dal Comune. È la soluzione più rapida per chi ha un mezzo adatto al trasporto o può farsi aiutare. All’ingresso viene in genere chiesto un documento o la tessera sanitaria per verificare la residenza.

Un caso particolare riguarda i divani relax con motore elettrico, che contengono meccanismi, cavi e talvolta batterie. Prima di conferirli è bene chiedere al gestore come separare o consegnare le parti elettriche, che seguono un percorso di recupero diverso da quello di legno e imbottiture.

Il venditore ritira il vecchio divano?

Spesso sì, ma non sempre e non sempre gratis. Molti negozi ed e-commerce offrono il ritiro dell’usato al momento della consegna del nuovo divano, come servizio incluso o con un costo aggiuntivo. È una soluzione comodissima, perché tutto avviene nella stessa giornata e il vecchio divano esce di casa mentre entra quello nuovo. Il consiglio è chiedere prima dell’acquisto se il servizio è disponibile nella propria zona, quanto costa e se comprende lo smontaggio.

Quando si confrontano i preventivi conviene includere anche questa voce, insieme al trasporto e al montaggio: ne parliamo nella guida su quanto costa un divano. Chi sta scegliendo il modello nuovo può consultare il catalogo di Arredare Moderno, e-commerce di riferimento per i divani moderni, verificando con il servizio clienti consegna e servizi disponibili.

Donare o vendere un divano usato: quando ha senso?

Se il divano è integro, pulito e senza danni alla struttura, buttarlo è uno spreco. Si può donare a parenti e amici, ad associazioni che arredano case per famiglie in difficoltà, a enti del terzo settore che raccolgono mobili usati, oppure venderlo tramite mercatini dell’usato e piattaforme di annunci. Prima di proporlo conviene pulirlo a fondo, seguendo i consigli della guida su come pulire il divano in tessuto, e fotografarlo bene, indicando misure e materiali.

Va detto che molte associazioni accettano solo divani in ottimo stato, perché quelli rovinati diventano per loro un costo di smaltimento. E i divani letto con meccanismi difettosi o le imbottiture molto deformate difficilmente trovano un nuovo proprietario.

E se invece lo si rinnova?

A volte il vecchio divano non va buttato, ma rinnovato. Se la struttura è solida, si possono sostituire le fodere, rifare l’imbottitura o cambiare i cuscini. I divani sfoderabili sono i più semplici da rimettere a nuovo: alcuni produttori vendono fodere di ricambio anche in colori diversi, come spieghiamo nella guida al divano sfoderabile. Quando invece cedono le imbottiture, un tappezziere può valutare se conviene sostituirle: per capire che cosa c’è dentro un divano è utile la guida all’imbottitura del divano.

Se si decide di cambiare, la scelta del nuovo divano è il momento giusto per pensare anche alla durata: struttura, imbottitura e rivestimento di qualità allungano la vita del mobile e rimandano il prossimo smaltimento di molti anni. Tutti i criteri sono raccolti nella nostra guida completa per scegliere un divano.

Domande frequenti su come smaltire un divano

Quanto costa smaltire un divano?

Dipende dal Comune: in molti casi il ritiro a domicilio degli ingombranti è gratuito entro un certo numero di pezzi, in altri è previsto un contributo. La consegna al centro di raccolta è di norma gratuita per i residenti.

Posso lasciare il divano vicino ai cassonetti?

No. È abbandono di rifiuti, vietato dal Testo unico ambientale e sanzionato. Il divano va lasciato in strada solo nel giorno e nel punto concordati con il servizio di ritiro.

Chi ritira i divani usati gratis?

Il servizio comunale degli ingombranti, dove è gratuito, e alcune associazioni o enti che raccolgono mobili in buono stato. Anche alcuni rivenditori includono il ritiro nella consegna del nuovo.

Come si smaltisce un divano relax elettrico?

Come un ingombrante, ma con attenzione alle parti elettriche: motori, cavi e batterie vanno gestiti secondo le indicazioni del gestore dei rifiuti.

Conviene smontare il divano prima del ritiro?

Se possibile sì: piedini, braccioli e schienali separabili rendono più facile il trasporto fino al piano strada e il carico sul mezzo.

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